Ho visto aziende aggiungere un nuovo software a un processo che già non funzionava. Il risultato è quasi sempre lo stesso: più schermate, più notifiche e lo stesso collo di bottiglia.
Prima di parlare di AI, misuro quattro cose: quante volte accade il processo, quanto tempo assorbe, quali errori genera e dove serve davvero il giudizio di una persona.
La tecnologia arriva dopo. A quel punto non deve “sembrare intelligente”: deve ridurre un costo operativo concreto senza togliere controllo al team.
È qui che l’AI smette di essere una demo e diventa infrastruttura.